Le storie ci servono per vivere
ARTE

Le storie ci servono per vivere

Perché inventiamo miti, e perché le immagini che li raccontano sono arte a tutti gli effetti: le riflessioni di George Lucas sul potere delle storie

Lucas Museum of Narrative Art - Taschen Books

Ascolta l'articolo 4:02

Per sopravvivere, tutte le forme di vita vengono create con la paura. Gli esseri umani sono particolarmente inclini a temere l’ignoto. Possiedono però anche un’immaginazione che consente loro di mitigare quella paura con storie che hanno un senso emotivo. I miti sono storie che hanno un senso emotivo anche quando non sono vere.

Quando non riusciamo a comprendere o ad accettare una realtà difficile, concepiamo il soprannaturale: metafore che spiegano ciò che non possiamo capire senza averlo vissuto. Le storie proto-scientifiche hanno sempre incluso mitologie – “storie del perché” – che decifravano le origini dell’umanità e dell’ambiente.

Norman Rockwell, "Age of Romance", copertina di "The Saturday Evening Post", November 10, 1923.
© Lucas Museum of Narrative Art - Taschen Books
Norman Rockwell, "Age of Romance", copertina di "The Saturday Evening Post", November 10, 1923.

I fatti erano freddi, non dimostrativi né dinamici, mentre i miti ci consolavano. I miti spiegavano i fenomeni spaventosi e, al tempo stesso, catturavano ciò a cui le persone tenevano e ciò che esse erano. I miti si sviluppavano attorno all’amore, alla famiglia, all’infanzia, alla comunità, alla fantasia e all’ignoto. Riflettevano la società e insieme la univano attorno a una credenza comune. Trasmettendo valori, contribuivano a tenere insieme un villaggio… poi una città… poi una nazione.

Ho incontrato per la prima volta queste idee al community college, quando mi appassionai all’antropologia. In quel periodo incrociai sul mio cammino il professor Joseph Campbell, che divenne il mio mentore e alimentò il mio interesse, mai venuto meno, per la mitologia. Le scienze sociali (la psicologia, la sociologia e il modo in cui la società ha creato le religioni) mi affascinavano.

Amo l’arte… ogni genere di arte. L’arte si manifesta in molte forme; quella narrativa è soltanto una di esse. L’arte narrativa non crea la storia. È la storia a creare l’arte.

Un'immagine dal catalogo per il Lucas Museum of Narrative Art, Taschen, 2026.
Un'immagine dal catalogo per il Lucas Museum of Narrative Art, Taschen, 2026.

Sono un ammiratore degli illustratori, perché rendono reali i miti attraverso le immagini. Gli illustratori creano figure per la gente. Disegnano storie pensate per connettersi emotivamente con chi le guarda. È qualcosa di personale. Non richiede conoscenze specialistiche. Non ha bisogno di essere spiegato. Un bambino può capirlo. Riflette le nostre credenze condivise: il “perché” della vita.

Il mio amore per l’illustrazione, l’antropologia e il cinema si riunì tutto insieme quando andai alla scuola di cinema e cominciai a fare film. Per realizzare i miei film, lavorai con centinaia di illustratori. Pur essendo brillanti e di talento, non erano considerati artisti “seri”. Per me non aveva alcun senso, poiché il loro lavoro faceva esattamente ciò che fanno le storie: ci commuove, ci insegna, cattura ciò che siamo. Mi disturbava vedere così di rado delle illustrazioni nei musei d’arte.

Quando ero al college, iniziai a comprare l’arte che potevo permettermi: illustrazioni che erano, in senso letterale e figurato, “svalutate” e vendute attraverso reti underground. Una delle mie prime acquisizioni fu un’opera originale da 35 dollari di V. T. Hamlin, tratta dalla sua striscia a fumetti degli anni Trenta, “Alley Oop”. Compravo l’arte che mi emozionava, curandomi poco delle opinioni altrui. Per me l’arte è un’esperienza personale, slegata dal prezzo o dalla celebrità. Nel corso dei decenni ho accumulato 40.000 opere e non ne ho mai venduta neppure una.

Il Lucas Museum of Narrative Art è stato creato per onorare le storie dell’umanità e gli artisti che le illustrano. Gli artisti di questa collezione non hanno soltanto creato immagini: hanno collegato le nostre immaginazioni moderne alle nostre emozioni antiche, con credenze comuni capaci di creare comunità. Il loro lavoro attraversa generi, mezzi espressivi ed epoche. Meritano di stare in un museo.

Lucas Museum of Narrative Art, Taschen, 2026.

Questo testo di George Lucas, pubblicato in accordo con Taschen Books, figura come prefazione per il Lucas Museum of Narrative Art, un ampio catalogo in due volumi che raccoglie una collezione senza pari di arte narrativa. Dai murales ai dipinti, dai fumetti alla fotografia, fino agli archivi cinematografici, il volume mette in luce l’influenza dell’arte narrativa sulla cultura, sull’immaginazione e sui legami umani.

*Ogni acquisto di libri attraverso i link di questa pagina ci dà una piccola commissione. Grazie per sostenere Lucrezio anche in questo modo.

George Lucas

George Lucas

Uno dei registi più famosi del mondo, ideatore di saghe cinematografiche immortali come Star Wars e Indiana Jones.