Da bambino, Amedeo Balbi, astrofisico e divulgatore, si chiedeva come fosse cominciato tutto. Immaginare un tempo senza inizio, o un inizio senza un prima, gli dava le vertigini. Poi, in un libro di Piero Angela, lesse che osservare lo spazio significa anche guardare nel passato: la luce impiega tempo a raggiungerci e porta con sé tracce dell’universo lontano. Quella possibilità straordinaria contribuì a spingerlo verso l’astrofisica.
È da questo ricordo che prende avvio Cercatori di meraviglia, la sua nuova rubrica per Lucrezio. In questo video Balbi ne racconta lo spirito: seguire le domande che hanno mosso gli scienziati, ricostruire i percorsi delle scoperte e incontrare le persone dietro le idee.
Perché scegliere queste storie? Perché mostrano ciò che alimenta la ricerca: lo stupore davanti a qualcosa che non capiamo e il piacere di trovare una strada verso la comprensione. Un’emozione che accomuna il bambino incuriosito da una bussola e chi punta per la prima volta un cannocchiale verso il cielo.
Ma lo stupore è solo l’inizio. Servono misure, verifiche, errori da riconoscere e idee da mettere alla prova. Balbi ci accompagnerà dentro questa avventura umana, fatta anche di fallimenti, deviazioni e incontri inattesi: per scoprire come una domanda diventa conoscenza.