Perché le vacanze non ci riposano più?
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Perché le vacanze non ci riposano più?

Torniamo da una pausa che abbiamo atteso per mesi e in pochi giorni siamo di nuovo svuotati. Non è che stiamo curando la stanchezza sbagliata?

Ormai le vacanze estive ci sembrano lontanissime (per chi le ha potute fare!), ma penso che forse anche a te, come a me, sarà capitato di tornare a casa e, nel giro di pochi giorni, sentire nuovamente la stanchezza. Come se quella pausa non fosse davvero riuscita a ricaricare le “pile” e la spossatezza fosse pronta a riprendere il controllo. Effettivamente, sembrano più “stancanze”, che vacanze, come Vera Gheno ci ha raccontato qui su Lucrezio.

Certo, il caldo sempre più intollerabile non ha aiutato, ma non è solo quello. Anche adesso che le temperature ci sembrano più gradevoli (e rischiamo di dimenticare che l’emergenza climatica, invece, è sempre presente) ci ritroviamo a sera esausti.

E non parlo di quella stanchezza “onesta” che, giustamente, prende chi ha lavorato sodo, fisicamente e mentalmente, ha speso bene la giornata, insomma, per dirla con Leonardo, e la sera crolla, ma è soddisfatto. Parlo di qualcosa di più sottile.

Dimmi se ti riconosci: ci si sveglia e già ci si sente un po’ annebbiati, si passa la giornata a rincorrere le cose e ci si sente in affanno, finché si arriva a sera svuotati, irritabili, incapaci di concentrarsi. E se qualcuno ci chiede che cosa abbiamo fatto di così faticoso, facciamo fatica a rispondere. Perché, in apparenza, non abbiamo fatto niente di pesante. Eppure siamo a pezzi.

Capitava anche a me, e naturalmente ho pensato che fosse un mio problema, personale, magari avevo bisogno di cambiare ritmi, magari dovevo dormire di più, o magari davo la colpa proprio al caldo! Invece, parlandone poi con tante persone (e osservando me stesso con più attenzione) ho capito che si tratta di una situazione non solo diffusissima, ma quasi universale.

“A questo punto il problema si è rivelato in maniera molto chiara: non riguarda il modo in cui ci riposiamo, ma come tutti noi, oggi, usiamo la nostra attenzione.”

Un’idea concreta

Quello che facciamo è importante, certo, ma più importante ancora è come stiamo dentro a quello che facciamo. Detto altrimenti: una mente che salta di continuo da uno stimolo all’altro, è sempre un po’ da un’altra parte, non riposa mai davvero.

La cosa sorprendente, che ho scoperto quando ne ho parlato con il mio amico Massimo Pigliucci, filosofo al CUNY-City College di New York e uno dei massimi esperti di filosofia stoica, è che non si tratta di una scoperta recente. La ricerca di oggi la descrive con il linguaggio delle neuroscienze e la chiama “affaticamento cognitivo”; ma proprio gli stoici, quasi duemila anni fa, avevano già intuito con una precisione quasi imbarazzante da dove nasce quella fatica e, soprattutto, avevano capito che si può fare qualcosa per superarla.

Massimo Polidoro e Massimo Pigliucci
Massimo Polidoro e Massimo Pigliucci

Questa era una buona notizia: la stanchezza di cui stiamo parlando si può affrontare. Senza rimedi da guru o fuffa pseudoscientifica, ovviamente, ma con uno sguardo diverso e qualche piccola abitudine concreta.

Ecco che mi sono reso conto a quel punto di come scienza e filosofia, messe l’una accanto all’altra, possono darsi una mano più di quanto ciascuna possa fare da sola.

È stato a quel punto che ho chiesto a Massimo se voleva unire le forze. Perché, ci siamo detti, non condividiamo questa consapevolezza anche con gli altri?

Ci abbiamo pensato su e alla fine ci siamo trovati d’accordo che non servivano lunghi seminari o discussioni impegnate: bastavano tre semplici e brevi lezioni, da proporre una dietro l’altra, in cui io porto quello che la scienza sa oggi sulla stanchezza mentale e Massimo quello che i filosofi antichi avevano già capito. Ogni lezione non doveva limitarsi alle parole, ma doveva contenere qualcosa di concreto da provare subito.

E, soprattutto, doveva essere gratuito per tutti.

È nato così il nostro percorso in 3 lezioni per capire la stanchezza mentale e imparare a fermarla.

Ritrova energia e lucidità

Un percorso gratuito in 3 lezioni, tra scienza e filosofia, per capire la stanchezza mentale di oggi e imparare a fermarla

ISCRIVITI GRATIS

Se l’idea ti incuriosisce, iscriviti qui. Nel peggiore dei casi avrai passato mezz’ora in nostra compagnia, a riflettere su qualcosa che ti riguarda da vicino. Nel migliore, scoprirai un modo nuovo per guardare le tue giornate e potrai decidere come spenderle al meglio.

Prova oggi stesso a fare un piccolo esperimento: la prossima volta che ti senti una vaga sensazione di irrequietezza, di svuotamento, invece di cercare subito sollievo (magari scorrendo il feed su un social, un nuovo post, un altro video…), fermati un istante e nota quell’impulso.

Non devi provare a vincerlo e nemmeno reprimerlo: devi solo accorgerti che c’è. E fai una crocetta su un pezzo di carta. Nel corso della giornata, ogni volta che senti la spinta a “cambiare scena”, notala e segnala con un altra crocetta. Non serve fare altro per ora.

Questa semplice conta non risolve nulla, però ti mette davanti al meccanismo che è alla base dello stato mentale di cui stiamo parlando: ed è esattamente da lì che cominceremo.

La prima lezione arriverà l’8 novembre, la seconda il 10 e la terza il 12. Non saranno “in diretta” e potrai guardarle quando vuoi, ma il mio suggerimento è di iscriverti adesso e non pensarci più. Saremo poi noi ad avvisarti quando saranno online.

Ti aspettiamo!

Massimo Polidoro

Massimo Polidoro

Divulgatore scientifico, scrittore e giornalista, è il cofondatore e Direttore di Lucrezio.