Guardiamo l’ora sul telefono e ci sembra la cosa più naturale del mondo. Ma chi ha stabilito che qui sono le dodici e altrove le sei? E come facevamo a darci appuntamento quando ogni città regolava gli orologi sul proprio mezzogiorno?
Per secoli le differenze non hanno creato grandi problemi: ci si spostava lentamente e il Sole era un riferimento sufficiente. Poi sono arrivati orologi sempre più precisi e, soprattutto, i treni. Organizzare partenze, coincidenze e arrivi con una moltitudine di ore locali è diventato un rompicapo. Serviva un accordo: bisognava mettere in orario il mondo.
In questa puntata di Bella Domanda!, Giulio Niccolò Carlone ci accompagna tra navigatori che scoprono di aver perso un giorno e inventori che immaginano una Terra divisa in spicchi. Incontreremo anche un bolognese dal nome insolito, Quirico Filopanti, la cui proposta anticipò di decenni l’adozione dei fusi orari. Un viaggio per scoprire quante osservazioni, necessità pratiche e decisioni condivise si nascondano dietro una domanda quotidiana e apparentemente banalissima: «Che ore sono?».