Da giovane immaginava di diventare una grande scienziata. Oggi Maria Chiara Carrozza, fisica, ex Ministra dell’istruzione e prima donna a diventare Presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), vede ragazze e ragazzi che faticano a pensarsi nel futuro, frenati da ostacoli e incertezze. Nel dialogo con Massimo Polidoro al Gomitolo Atomico, a partire dal libro Quanto vale la conoscenza (Egea), la studiosa di biorobotica e bioingegneria riflette su come restituire loro questa possibilità.
Per chi sceglie la ricerca servono stipendi adeguati, indipendenza e risorse, e una formazione che aiuti a scoprire le proprie capacità e a costruire autonomia. Sono però necessarie anche esperienze di lavoro in contesti protetti e relazioni educative in grado di accompagnare tutte e tutti.
L’intelligenza artificiale apre poi quella che Carrozza considera la domanda scientifica del momento: quale effetto avrà il poter delegare parte della fatica dell’apprendimento sulle abilità computazionali e linguistiche dei ragazzi? È il tema su cui sta lavorando con un gruppo interdisciplinare, per capire come progettare strumenti che potenzino la possibilità di imparare.
In questo scenario, l’insegnante conserva un ruolo fondamentale di mentore: saper ascoltare, entrare in relazione e aiutare un ragazzo a fiorire è parte essenziale della conoscenza, intesa come una grandezza «incommensurabile». Il suo valore, infatti, riguarda le persone, la società e la possibilità stessa di tornare a sognare per costruire un futuro.