Partire dalla chimica per spiegare i meccanismi che regolano tante attività quotidiane, dalle diete per dimagrire alle pulizie di casa. È quello che fa Dario Bressanini, chimico, scrittore e divulgatore scientifico, all’università e sui social, divertendosi e facendo divertire. Ne abbiamo parlato al Gomitolo Atomico.
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Fare divulgazione scientifica è il modo migliore per diffondere un atteggiamento critico e responsabile in ogni ambito della vita. Dario Bressanini, chimico, scrittore, docente di chimica all’Università degli Studi dell’Insubria a Como, racconta su YouTube, tra tante altre cose, come pulire casa in modo efficace, come funzionano le scadenze dei cibi, quali bufale si raccontano sugli OGM o sullo zucchero. Al Gomitolo Atomico, ne parla con Massimo Polidoro, con un affondo sul mondo (pazzo e a volte pericoloso) delle diete per dimagrire a partire dal suo ultimo libro La dieta termo dinamica.
Sei stato uno dei pionieri della divulgazione scientifica sui social… Sì, ho iniziato a usare YouTube in un momento in cui programmi di divulgazione scientifica in televisione erano sempre più rari. Ho trovato quindi un pubblico curioso e orfano di contenuti di questo tipo.
Dario Bressanini è stato ospite al Gomitolo Atomico il 23 dicembre 2025. Questo articolo è tratto da quella conversazione.
Hai scelto la chimica, un ambito non sempre percepito come vicino alla vita quotidiana. In realtà la chimica è ovunque. Insegnando all’università, mi rendevo conto che studenti e studentesse faticavano a collegare formule e teoria con la vita reale. Così ho iniziato a usare esempi quotidiani: la cucina, per esempio, è un laboratorio perfetto di termodinamica. Questo approccio accendeva una luce nei loro volti: la scienza diventava concreta. Nei miei contenuti social faccio il contrario rispetto alle lezioni: parto da un caso reale e arrivo alla teoria. Il mio obiettivo è diffondere il metodo scientifico, che può aiutare a ragionare meglio anche fuori dalla scienza.
Quanto conta il divertimento nella divulgazione? È fondamentale. Cerco un linguaggio coinvolgente, leggero, a volte ironico. Voglio trasmettere non solo saperi utili, ma anche la bellezza della scienza. Alcuni criticano questo approccio, ma credo sia superata l’idea che la divulgazione debba essere seria e ingessata. Divertirsi e divertire è una via potente per incuriosire, soprattutto i giovani, e magari spingerli ad approfondire i temi trattati o scegliere un percorso di studio legato a quelli.
Negli ultimi tempi ti sei occupato molto di diete. Perché ingrassiamo? La risposta di base è semplice: introduciamo più energia di quella che consumiamo. È il principio della conservazione dell’energia. Ma capire perché questo accade oggi, con un’epidemia di obesità diffusa, è più complesso. Io parto da questo principio fisico per analizzare il fenomeno.
Il tuo interesse è nato anche da un’esperienza personale. Sì, da una foto in cui mi vedevo ingrassato. Ho deciso di intervenire applicando quello che conosco: ho creato un deficit calorico basato sulla termodinamica. E ho perso peso.
Quando lo hai raccontato, molte persone cercavano una “ricetta”. Esatto. Mi chiedevano una dieta precisa, ma io non posso né voglio fornirla. Il problema è sempre lo stesso di questi tempi: il desiderio di trovare una soluzione semplice a un problema complesso. Questo atteggiamento alimenta anche molte pseudoscienze.
Perché è così difficile dimagrire anche quando si pensa di mangiare meno? Perché è facile sottostimare ciò che mangiamo. Studi dimostrano che succede spesso, soprattutto in chi è in sovrappeso. Piccoli extra - uno snack, un po’ di olio in più sull’insalata - possono annullare il deficit calorico senza che ce ne accorgiamo.
Hai analizzato e provato diverse diete. Che cosa hai scoperto? Quando le dieta funzionano è perché di fatto agiscono allo stesso modo: creano un deficit calorico. Che si tratti di chetogenica, digiuno intermittente o altro, il risultato dipende sempre da quello. Ho provato queste diete anche per capire l’impatto psicologico: eliminare certi cibi, per esempio, può essere molto difficile.
Quindi le differenze tra diete sono più “di forma”? Sì, spesso è solo il “vestito” che cambia. Alcune diete demonizzano nutrienti come i carboidrati, ma non ci sono prove che 100 calorie di pasta facciano ingrassare più di 100 calorie di carne. Il dimagrimento deriva sempre dal deficit energetico.
Alcune diete diventano quasi elementi di identità. Succede, soprattutto con regimi che hanno anche aspirazioni ‘filosofiche’, come il crudismo vegano. Possono essere pericolosi perché portano a carenze nutrizionali. Inoltre, dietro c’è spesso una visione ideologica che può estendersi ad altri ambiti, fono ad arrivare al rifiuto dei farmaci, per esempio.
Perché le diete spesso cercano un “nemico”? Perché è più facile psicologicamente. Dare la colpa ai carboidrati o ai grassi è meno doloroso che riconoscere la difficoltà nel modificare le proprie abitudini. Ma è un approccio fuorviante.
Dopo aver perso peso, mantenerlo è la vera sfida. Esatto. Chi riesce a farlo cambia stile di vita: mangia in modo più consapevole, sceglie cibi più sazianti e aumenta l’attività fisica. Anche una camminata quotidiana può fare la differenza, se costante.
Come evitare il senso di colpa legato al cibo? Il senso di colpa è inutile e dannoso. Il nostro metabolismo è regolato da meccanismi complessi che non controlliamo pienamente. Siamo programmati per accumulare energia. Bisogna capire questi meccanismi, non colpevolizzarsi.
Che cosa pensi dei nuovi farmaci per dimagrire? Sono una novità importante. Alcune molecole nate per il diabete, agiscono anche sulla fame e sul senso di sazietà. Ne derivano effetti significativi, e molto veloci, sulla perdita di peso. Possono rappresentare una rivoluzione, anche se restano costosi.
Ci sono rischi? La storia dei farmaci dimagranti è complessa, ma questi nuovi trattamenti sembrano sicuri per la maggior parte delle persone, con effetti collaterali seri molto rari. C’è molta speranza, ma serve comunque cautela. E devono essere prescritti da un medico. Bisogna affidarsi alla scienza, tanto più quando si parla di salute.
Giornalista, si è occupata di salute, tecnologia, cultura, migranti. È la caporedattrice di Lucrezio.
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