Transizione, sei la benvenuta!
CLIMA

Transizione, sei la benvenuta!

I cambiamenti che stiamo attraversando sono trasversali e radicali: climatici, tecnologici, economici, sociali. Per capire che cosa sta succedendo davvero e per non sentirsi smarriti di fronte alle tante trasformazioni in atto, è fondamentale essere informati

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L'estate 2026 ce la ricorderemo tutte e tutti con un filo di inquietudine. Le temperature hanno infatti stabilito record che non possono più essere ignorati.

Secondo i dati rilevati da Copernicus, l’Osservatorio dell’Unione Europea per il monitoraggio dei cambiamenti climatici, agosto 2026 è stato il primo mese dell’anno a raggiungere una temperatura media dell’aria superficiale di 1,65 °C superiore al livello preindustriale. È stato, di fatto, l’agosto più caldo mai registrato dal 1940.

Anomalie della temperatura media globale dell'aria superficiale rispetto al periodo di riferimento preindustriale (1850–1900) per il mese di agosto dal 1979 al 2026. Data source: ERA5.
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Anomalie della temperatura media globale dell'aria superficiale rispetto al periodo di riferimento preindustriale (1850–1900) per il mese di agosto dal 1979 al 2026. Data source: ERA5.

Questi record, avverte il rapporto Limiting Overshoot, pubblicato a settembre 2026 dal programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), non sono destinati a durare: di questo passo, il superamento della soglia di 1,5 °C della temperatura media globale rispetto al periodo preindustriale è ormai considerato inevitabile. E 1,5°C è la soglia oltre la quale non vivremo semplicemente estati più calde, ma rischieremo di alterare equilibri delicati e di superare alcuni punti critici, i famigerati tipping points, da cui sarà difficile tornare indietro. Vuol dire perdere biodiversità, vuol dire eventi climatici estremi più frequenti e più intensi. In una frase: più a lungo, più spesso, con più forza.

Le trasformazioni sono trasversali

A tutto questo si sommano le trasformazioni profonde che caratterizzano il nostro presente: si ridisegnano gli equilibri di potere globali; l'intelligenza artificiale rende possibili traguardi che fino a pochi anni fa sembravano fantascienza; il lavoro, i consumi, le strutture sociali, persino il modo in cui produciamo e usiamo l'energia non sono più quelli che erano fino a pochi anni fa. In un contesto simile, sentirsi smarriti è più che comprensibile.

Nasce da qui Benvenuta Transizione, uno speciale di approfondimento pensato per e con Magis, la società nata dalla fusione di AGSM Verona e AIM Vicenza, che offre servizi per l’energia, il gas, le telecomunicazioni e la mobilità elettrica. In questa rubrica, parleremo di economia, società, energia, ambiente e digitale, con l'obiettivo di offrire una prospettiva diversa sui cambiamenti che stiamo attraversando.

«Che cosa è cambiato in modo così netto da richiedere uno spazio in cui capire e discutere queste trasformazioni?». Lo abbiamo chiesto a Federico Testa e Stefano Fracasso, rispettivamente presidente e vicepresidente di Magis. «Il cambiamento c'è ed è ineluttabile», conferma Testa. «Però possiamo decidere di affrontarlo con lo spirito giusto e sfruttare questo momento per cambiare, in meglio. Non dobbiamo paralizzarci: dobbiamo capire che cosa possiamo governare, che cosa va valorizzato». «L'obiettivo è rendere vivibili queste transizioni», aggiunge Fracasso. «Capire quali sono i rischi e ridurli, vedere i problemi potenziali e muoverci per mitigarne gli impatti negativi».

Come multiutility, Magis si trova proprio in quel punto della transizione in cui le grandi traiettorie globali diventano infrastrutture e servizi che entrano nel quotidiano delle persone. Perché in un mondo sempre più interconnesso, anche gli eventi più lontani hanno ricadute concrete che conosciamo tutti: i prezzi di diesel e benzina salgono, le bollette si gonfiano, il lavoro si trasforma, l'aria condizionata diventa un bene di prima necessità. È il risultato delle profonde interdipendenze che attraversano il nostro sistema: basta che chiuda un porto a migliaia di chilometri di distanza e arrivare a fine mese diventa un'operazione da funamboli.

Chi paga il conto della transizione?

La crisi climatica, inoltre, non distribuisce i suoi effetti in modo uniforme. Secondo l'Energy Poverty Advisory Hub della Commissione europea, nel 2023 il 26% delle famiglie europee dichiarava di non riuscire a mantenere la propria abitazione sufficientemente fresca durante l'estate precedente, una quota che sale a quasi il 35% tra le fasce di reddito più basse. Se ci spostiamo sul settore produttivo, i dati non sono meno preoccupanti: secondo un'indagine CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa) pubblicata a settembre 2026, il 76,5% delle micro e piccole imprese intervistate ha registrato un aumento della spesa energetica nell'ultimo semestre, con ricadute dirette sulle marginalità.

Chi gestisce reti e servizi lo sperimenta ogni giorno. «Cercare di fare meglio non vuol dire solo produrre e vendere energia migliore, nel rispetto dell'ambiente che ci circonda», sottolinea Testa. «Significa allargare l'idea stessa di ambiente ai territori, alle persone, alle imprese». La crescita di un'impresa può e deve produrre valore anche oltre i propri confini, oltre i suoi obiettivi commerciali.

Un banco di prova decisivo sarà la crescita delle energie rinnovabili. Le ultime stime dell'IEA (International Energy Agency) indicano che nel 2026 il consumo di elettricità salirà ancora del 3,6%, trainato dalla crescente elettrificazione dei servizi, dal moltiplicarsi dei data center e dalla mobilità elettrica. Gli stessi dati mostrano anche che la generazione elettrica da fonti rinnovabili ha finalmente superato quella da carbone, arrivando a coprire fino al 37% della produzione globale nel 2027.

Ma quando si parla di "energia pulita", conviene capire che cosa significhi davvero. «Prima di tutto, c’è il tema di come viene prodotta», spiega Fracasso. «Bisogna avere impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici, e investire per farli crescere. E poi ne va certificata l'origine, con processi garantiti dalla normativa vigente». Nella strategia di Magis, questo impegno è già molto concreto: nel 2025 circa l'82% dell'elettricità prodotta era rinnovabile e il Piano industriale 2025-2030 destina 508 milioni a nuovi impianti di generazione 100% rinnovabile. Nello stesso anno in Italia, le fonti rinnovabili hanno rappresentato quasi il 48% della produzione elettrica nazionale: questo significa che hanno coperto già il 41% del fabbisogno del Paese.

Dove li mettiamo questi impianti?

A questo punto si apre un altro tema del dibattito: l'energia rinnovabile ha bisogno di spazio. Produrla significa costruire pannelli, pale eoliche, reti, infrastrutture che devono trovare posto da qualche parte. Ed è qui che torna centrale il rapporto con il territorio. «Bisogna presentarsi come un interlocutore credibile, affidabile e aperto al dialogo», ricorda Fracasso. Ne è un esempio il parco eolico di Rivoli Veronese, sul Monte Mesa, inserito nella guida di Legambiente Parchi del Vento, la cui costruzione è diventata anche un'occasione per coinvolgere la popolazione, tutelare la biodiversità e organizzare iniziative culturali attorno alla biblioteca locale.

pale eoliche, fiume, pannelli energia solare
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Per produrre "energia pulita" bisogna avere impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici, e investire per farli crescere.

Tessere una relazione autentica con il territorio, d'altronde, non è più un'opzione. Dopo quella che Testa definisce “l'ubriacatura di sostenibilità degli ultimi vent'anni”, non basta più dichiararsi green: bisogna sostenere gli impegni e i valori promossi con i numeri. Per usare uno slogan: “Spiegami che cosa fai e poi dimostrami che lo fai".

Per dialogare bisogna sapere di che cosa si parla

Il dialogo, inoltre, non può essere a senso unico: se da un lato servono i numeri, dall'altro serve chi sappia leggerli. Oggi possiamo produrre una parte dell'elettricità che consumiamo, accumularla, aderire a una comunità energetica, scegliere contratti diversi. «Questo richiede, almeno in parte, di imparare a leggere una bolletta e a capire come funziona tutto il sistema energetico», ricorda il vicepresidente di Magis. Fracasso fa un esempio concreto: informarsi se il proprio fornitore si limita a comprare e rivendere energia, oppure se la produce, da quali fonti e con quali garanzie sulla provenienza. «Sono due o tre elementi», afferma, «che permettono al consumatore di fare valutazioni più consapevoli». Testa lo riformula dal punto di vista dell'impresa: «Un consumatore più informato e più attento ha gli elementi per poter scegliere, per capire chi sta facendo le cose bene per davvero».

Benvenuta Transizione nasce da qui: dalla convinzione che, per non farci trascinare dai cambiamenti in corso, dobbiamo imparare a leggerli. Nei prossimi mesi esploreremo reti elettriche, città costrette a ripensarsi, territori che discutono le infrastrutture e tecnologie che stanno cambiando il nostro rapporto con la materia e l'energia.
Come ricorda Testa, essere parte attiva di una società significa capire che cosa succede intorno a noi e avere una grandissima capacità di ascolto, facendo tesoro della propria competenza, senza dimenticare ciò che accade fuori dal proprio perimetro.
E continuare a fare e farsi domande: se davvero vogliamo cambiare le cose in meglio, dobbiamo prima di tutto capire come funzionano.

Fonti principali

Copernicus Climate Change Service, Surface air temperature for August 2026, 22 settembre 2026.

United Nations Environment Programme, Limiting Overshoot: Navigating exceedance of 1.5°C and pathways towards return, Report, settembre 2026.

KOUKOUFIKIS, G., ROCA REINA, J.C., KATOUFA, N., OZDEMIR, E., VOLT, J. et al.: Addressing Residential Cooling Demand and Summer Energy Poverty in the EU - Towards a Cooler Future, Publications Office of the European Union, Luxembourg, 2026

Rincari delle bollette per il 75% delle piccole imprese, CNA.it, 19 settembre 2026.

Parchi del Vento 2025. Guida turistica dei parchi eolici italiani, Legambiente, Roma 2025.

Electricity Mid-Year Update 2026, IEA, Parigi 2026.

Lo storico dei dati statistici sull'energia elettrica e l’ultimo bilancio elettrico, Terna.it.

Greta Colombi

Greta Colombi

Biologa, ricercatrice, divulgatrice.