Tokyo a sangue freddo

2 mesi fa 21:51

Nel novembre del 1959, in una fattoria del Kansas, un'intera famiglia — padre, madre e due figli — viene sterminata da due uomini che non conosceva. Quel delitto ispirerà uno dei libri più celebri del Novecento: A sangue freddo, di Truman Capote. Ma quella storia, per quanto terribile, ebbe una fine. I due assassini furono catturati, processati, e la loro mente venne sezionata pagina dopo pagina. Avevano un nome. Avevano un volto. Più di quarant'anni dopo, a un oceano di distanza, un'altra famiglia di quattro persone viene uccisa nella propria casa, nel cuore della notte, con la stessa gelida lucidità. Siamo a Tokyo, nel quartiere di Setagaya, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2000. Anche qui l'assassino lascia dietro di sé moltissimo: le sue impronte, il suo DNA, perfino i suoi vestiti. Ma questa storia, a differenza di quella raccontata da Capote, una fine non l'ha mai avuta. Perché, a venticinque anni di distanza, questo assassino non ha ancora né un nome, né un volto.

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