E se le soluzioni tech di domani arrivassero dall'ambiente naturale?

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NATURA

C’è un laboratorio aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7 che, instancabile, lavora per trovare le soluzioni più performanti a problemi di vario genere. È un laboratorio che vanta un’esperienza millenaria, perfezionata in ambiti, aree geografiche e periodi diversi. Conta milioni, o forse miliardi di dipendenti, ma non lo troviamo a uno specifico indirizzo su Google Maps. È l’ambiente naturale.

Qui ogni organismo vivente presenta forme, strutture, comportamenti e relazioni che sono il risultato di lunghi processi di selezione ed evoluzione. È una battaglia senza esclusione di colpi che dà vita ad alcune delle strategie più innovative, creative e sorprendenti a cui possiamo pensare. E infatti oggi ingegneri e designer guardano alle soluzioni nate dall’evoluzione come ispirazioni per affrontare i problemi del nostro tempo.  È la biomimesi, una disciplina che studia i principi della natura e li traduce in innovazione tecnologica.

Il concetto di "biomimetics", fu formulato dal biofisico statunitense Otto Herbert Schmitt durente gli anni Cinquante. Stava studiando il sistema nervoso dei calamari quando capì che poteva riprodurre alcuni aspetti della propagazione dei segnali nervosi in un circuito elettronico. Da qui nacque l’idea di utilizzare principi biologici per progettare dispositivi tecnologici.

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